| Retribuzione giornaliera (mensile × 12 ÷ 365) | 82,19 € |
| Carenza — primi 3 giorni non indennizzati | 3 gg · 0,00 € |
| Fase 1 — dal 4° al 20° giorno al 50% | 17 gg × 41,10 € · tot 698,63 € |
| Fase 2 — dal 21° giorno al 66,67% (2/3) | 10 gg × 54,79 € · tot 547,95 € |
| Indennità INPS | 1.246,58 € |
| Integrazione CCNL | 0,00 € |
| Totale percepito (INPS + integrazione) | 1.246,58 € |
Stima sul settore privato ordinario con la convenzione dichiarata (mensile × 12 ÷ 365). La retribuzione utile e le integrazioni reali dipendono dal CCNL e dal cedolino.
Come appare la malattia in busta paga → · Calcola il netto da RAL →
Regole del settore privato ordinario (art. 5 L. 133/1984). Revisione dati: 2026-08-27. La stima non sostituisce il cedolino né certifica il diritto all'indennità.
Quanto paga INPS in caso di malattia
L'indennità di malattia INPS dei dipendenti privati è una percentuale della retribuzione giornaliera. I primi 3 giorni sono carenza; dal 4° al 20° giorno l'indennità è il 50% della retribuzione giornaliera e dal 21° giorno sale al 66,67% (i due terzi dell'art. 5, L. 133/1984), fino a un massimo di 180 giorni nell'anno solare.
La convenzione sul giornaliero è dichiarata e usata da tutto il sito: con un lordo mensile di 2.500 € si ottiene g = 82,19 €, quindi 41,10 € al giorno nella fase al 50% e 54,79 € nella fase a 66,67%.
Esempi su 30 giorni di malattia (dal 1° giorno)
| Lordo mensile | Giornaliera (g) | Giorno 5 (50%) | Dal 21° (66,67%) | Totale 30 giorni |
|---|---|---|---|---|
| 1.000,00 € | 32,88 € | 16,44 € | 21,92 € | 498,63 € |
| 2.500,00 € | 82,19 € | 41,10 € | 54,79 € | 1.246,58 € |
| 5.000,00 € | 164,38 € | 82,19 € | 109,59 € | 2.493,15 € |
Il totale dei 30 giorni esclude i 3 giorni di carenza: nel caso base sono 17 giorni al 50% (698,63 €) più 10 giorni a 66,67% (547,95 €).
Chi paga la malattia i primi 3 giorni (carenza)
Nei primi 3 giorni l'INPS non paga nulla: è il periodo di carenza previsto dalla legge. Alcuni contratti collettivi integrano anche la carenza a carico del datore: verifica il tuo CCNL, perché il modello del sito la conta sempre a 0,00 €.
Integrazione della malattia da parte del CCNL
Molti CCNL garantiscono una copertura totale (tipicamente fino al 100% della retribuzione). Nel calcolatore la integrazione CCNL è la percentuale totale garantita: il motore aggiunge solo la differenza rispetto all'indennità INPS del giorno, senza doppio sconto. Con integrazione al 100%, nei giorni 4–20 si percepisce l'intera retribuzione giornaliera (50% INPS + 50% integrazione).
Part-time e retribuzione variabile
La stima è lineare: per un part-time basta inserire la retribuzione mensile effettiva e l'indennità scala pro-quota (metà retribuzione, metà indennità). Premi e voci variabili entrano solo se il CCNL li considera retribuzione utile per la malattia.
Quanto dura la malattia pagata
L'indennità INPS è pagabile fino a 180 giorni nell'anno solare. Il periodo di comportamento, cioè il tempo in cui il posto è garantito senza licenziamento, è invece fissato dal CCNL in base ad anzianità e tipo di rapporto e può arrivare oltre: per questo il motore si ferma a 180 giorni e rimanda al contratto.
Malattia per colf e badanti
Nel lavoro domestico l'indennità di malattia è pagata direttamente dall'INPS, con regole e requisiti propri del rapporto. Contributi, tredicesima e TFR del rapporto si stimano nella pagina dedicata: colf e badanti 2026.
Malattia del figlio
Le assenze per malattia del figlio sono permessi per la cura del bambino (art. 47 D.Lgs 151/2001), non indennità di malattia del lavoratore: non c'è carenza. Nel 2026, tra 3 e 14 anni il limite legale è fino a 10 giorni lavorativi per ciascun genitore; fino ai 3 anni valgono le regole specifiche dell'art. 47. Di regola la legge non retribuisce questi giorni, salvo condizioni migliori del CCNL. La distinzione tra permessi di legge, CCNL e L. 104 è nella guida ai permessi retribuiti.
Fonti ufficiali
- Art. 5, legge 30 aprile 1984, n. 133 (conversione del D.L. 774/1984): indennità dovuta dal 4° giorno, 50% fino al 20°, due terzi dal 21° fino a 180 giorni nell'anno solare
- INPS — scheda "Indennità di malattia": carenza dei primi 3 giorni, durata massima e integrazioni contrattuali
- D.Lgs 26 marzo 2001, n. 151, art. 47 e INPS — malattia del figlio: limiti di età e giorni 2026 per i genitori dipendenti
- Documenti e link delle fonti citate: pagina fonti e stato di verifica
Domande frequenti sull'indennità di malattia
Quanto paga INPS in caso di malattia?
Per i dipendenti del settore privato l'indennità INPS è il 50% della retribuzione giornaliera dal 4° al 20° giorno e sale al 66,67% (due terzi) dal 21° giorno in poi, fino a un massimo di 180 giorni nell'anno solare. La retribuzione giornaliera convenzionale è mensile × 12 ÷ 365: con un lordo di 2.500 € si ottengono 41,10 € al giorno nei giorni 4–20 e 54,79 € dal 21°.
Quanto si prende in malattia al mese?
Dipende dalla retribuzione e dai giorni coperti. Con un lordo mensile di 2.500 € e 30 giorni di malattia dal primo giorno, il totale percepito da INPS è 1.246,58 €: 17 giorni indennizzati al 50% più 10 giorni a 66,67%, perché i primi 3 giorni sono di carenza. Il calcolatore in alto riproduce il conto per ogni caso.
Dopo quanti giorni viene pagata la malattia?
Dal quarto giorno. I primi 3 giorni sono il periodo di carenza: non sono indennizzati da INPS e nel calcolo del sito valgono 0,00 €. Dal 4° al 20° giorno si applica il 50% e dal 21° il 66,67%.
Chi paga la malattia i primi giorni?
Nel rapporto privato ordinario nessuno per obbligo di legge: i primi 3 giorni sono carenza e l'indennità INPS decorre dal quarto. Alcuni CCNL o patti aziendali prevedono l'integrazione anche dei primi giorni a carico del datore. Per colf e badanti l'indennità è pagata direttamente dall'INPS, con le regole specifiche del lavoro domestico.
Quanto tempo si può stare in malattia senza licenziamento?
Dipende dal periodo di comporto (o di conservazione del posto) fissato dal CCNL in base ad anzianità e tipo di rapporto: solo scaduto quel periodo il datore può valutare il licenziamento per assenza. Come riferimento economico distinto, l'indennità INPS è pagabile fino a 180 giorni nell'anno solare.
Quanti giorni di malattia del figlio sono retribuiti?
La malattia del figlio non segue la carenza dell'indennità del lavoratore: è regolata dall'art. 47 del D.Lgs 151/2001. Nel perimetro 2026 del lavoro dipendente, fino al compimento dei 3 anni l'assenza segue la disciplina prevista per la cura del bambino; tra 3 e 14 anni spettano fino a 10 giorni lavorativi per ciascun genitore. Di regola non sono retribuiti dalla legge, ma il CCNL può migliorare trattamento e limiti: verifica la scheda INPS e il contratto applicato.