La colf o la badante ha diritto alla disoccupazione?
Sì: i lavoratori domestici con rapporto regolare (iscrizione CUAF, contributi versati dal datore) sono inclusi nella NASpI (d.lgs. 22/2015) come ogni lavoratore subordinato. Il diritto nasce con la cessazione involontaria del rapporto: licenziamento, recesso del datore di lavoro, scadenza del contratto a tempo determinato, dimissioni per giusta causa. Le dimissioni volontarie e l’abbandono del posto, di regola, non aprono il diritto; valgono le eccezioni previste (giusta causa, dimissioni nel periodo tutelato di maternità o entro il primo anno di vita del bambino, risoluzione consensuale nei casi tutelati).
Requisiti NASpI per i lavoratori domestici
- Cessazione involontaria del rapporto domestico, salvo le eccezioni previste dalla disciplina.
- Almeno 13 settimane di contribuzione contro la disoccupazione nei 4 anni precedenti la cessazione. Per i domestici il contributo segue le ore: le settimane si compongono con i versamenti registrati sul CUAF.
- Dimissioni recenti: se nei 12 mesi precedenti è cessato un rapporto a tempo indeterminato con dimissioni volontarie o risoluzione consensuale, dal 2025 servono almeno 13 settimane di contribuzione tra le due cessazioni (L. 207/2024).
- Più rapporti contemporanei: se si perde uno solo dei contratti domestici, la NASpI spetta e viene calcolata solo sulla parte di retribuzione perduta, tenendo conto del rapporto rimasto (v. soglie di cumulo più sotto).
Il dettaglio dei requisiti generali (stato di disoccupazione, DID, patto di servizio) è nella guida NASpI: requisiti e durata.
Quanto dura la disoccupazione per colf e badanti
La durata ordinaria è la metà delle settimane contributive utili del quadriennio, fino a un massimo di 104 settimane (24 mesi). Un contratto domestico di 12 mesi pieni (52 settimane) genera 26 settimane di NASpI, cioè circa 6 mesi. Sui contratti a ore la durata segue le settimane contributive, non le ore: contratti più brevi o irregolari generano durate proporzionalmente più corte.
Per la riduzione progressiva e le sospensioni valgono le regole generali descritte nella pagina NASpI ridotta o sospesa.
Come si calcola la NASpI per i contratti a ore
La retribuzione media mensile imponibile dei domestici è paga oraria × ore settimanali × 52 ÷ 12; la NASpI è il 75% della media fino alla soglia di 1.456,72 € (25% sulla parte eccedente, massimale 1.584,70 €). Tabella con paga oraria di riferimento 10,00 € e contratto di 12 mesi (52 settimane):
| Ore settimanali | Retribuzione media | NASpI primo mese | Durata |
|---|---|---|---|
| 24 h | 1.040,00 € | 780,00 € | 26 settimane |
| 30 h | 1.300,00 € | 975,00 € | 26 settimane |
| 40 h | 1.733,33 € | 1.161,69 € | 26 settimane |
| 54 h | 2.340,00 € | 1.313,36 € | 26 settimane |
Colf a ore su contratto breve: 10 h settimanali a 10 €/ora per 3 mesi (13 settimane contributive) → retribuzione media 433,33 €, primo mese 325,00 €, durata 6 settimane. L’importo segue le ore contrattuali, la durata le settimane utili.
Importi = output del motore NASpI del sito con i parametri 2026 (soglia 1.456,72 €, massimale 1.584,70 €). Revisione dati: 2026-08-27. Per una stima con i tuoi dati reali (media, settimane, età) usa il calcolatore NASpI.
Domanda e scadenze per i domestici
- Entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto, solo online (portale INPS con SPID/CIE/CNS, patronato, contact center).
- Decorrenza: dall’8° giorno dopo la cessazione (periodo di carenza) se la domanda è presentata entro 8 giorni; dal giorno della domanda in caso di ritardo.
- Entro 15 giorni dalla domanda: appuntamento al Centro per l’impiego per il patto di servizio (DID inclusa nella domanda).
- Reddito presunto: se restano rapporti attivi o attività autonome, il reddito annuo presunto va comunicato (di regola entro 30 giorni e comunque entro il 31 gennaio di ogni anno).
Durante la NASpI l’INPS accredita i contributi figurativi, utili per la pensione: anche i periodi di disoccupazione dei domestici continuano a contare.
NASpI e altri redditi: le soglie di cumulo per i domestici
Nel lavoro domestico avere più famiglie datrici di lavoro è la norma: la NASpI è compatibile con i redditi entro soglie precise (fonte: INPS, FAQ NASpI aggiornate a luglio 2025 e d.lgs. 22/2015, artt. 9 e 10), le stesse valevoli per tutti i lavoratori:
- Altro rapporto subordinato rimasto attivo (le altre famiglie): la NASpI resta cumulabile con reddito annuo presunto fino a 8.145 € ed è ridotta dell’80% del reddito da lavoro svolto nel mese; il calcolo considera solo la retribuzione del rapporto cessato. Con rioccupazione a tempo indeterminato o superiore a 6 mesi la prestazione decade.
- Redditi da lavoro autonomo o eventuale (es. baby-sitting occasionale con P.IVA): compatibili fino a 4.800 € annui, con riduzione dell’80% del reddito presunto; oltre la soglia la NASpI non spetta.
- Lavoro occasionale (vouchers): cumulabile fino a 5.000 € annui senza obbligo di comunicazione.
Lo stesso quadro di soglie vale sulla pagina NASpI e nella guida requisiti e durata.
Domande frequenti sulla disoccupazione di colf e badanti
La colf ha diritto alla disoccupazione (NASpI)?
Sì: la colf e la badante con rapporto domestico regolarmente assunto (CUAF, contributi versati) hanno diritto alla NASpI se il rapporto cessa involontariamente (licenziamento, recesso del datore, scadenza del contratto a tempo determinato) e se hanno almeno 13 settimane di contribuzione nei 4 anni precedenti. Le dimissioni volontarie, di regola, non danno diritto alla NASpI.
Quanto dura la disoccupazione per le badanti?
La durata è la metà delle settimane contributive utili del quadriennio, fino a 104 settimane (24 mesi). Una badante con 12 mesi di contratto pieno (52 settimane) ha 26 settimane di NASpI; con 6 mesi (26 settimane) ne ha 13. Chi ha compiuto 55 anni vede la riduzione del 3% partire dall’8° mese invece del 6°.
Come si calcola la NASpI per una colf a ore?
La retribuzione media mensile è la paga oraria × ore settimanali × 52 ÷ 12. Una colf a ore 10 h a 10 €/ora ha una media di 433,33 € e, con 13 settimane contributive (3 mesi di contratto), un primo mese di 325,00 € per 6 settimane. L’importo segue le ore del contratto, la durata le settimane contributive.
Quando e come si fa la domanda di disoccupazione per i domestici?
Come per gli altri lavoratori: domanda telematica sul sito INPS (SPID/CIE/CNS), tramite patronato o contact center, entro 68 giorni dalla cessazione del rapporto. Presentandola entro 8 giorni l’indennità decorre dall’8° giorno dopo la cessazione; entro 15 giorni va poi sottoscritto il patto di servizio al Centro per l’impiego.
Quanto prende una badante di disoccupazione al mese?
Dipende dalla paga oraria e dalle ore settimanali: a 10 €/ora, una badante convivente 54 h ha 1.313,36 € al mese per 26 settimane (contratto di 12 mesi); una badante 24 h ha 780,00 €. L’importo non è mai superiore al massimale 2026 di 1.584,70 €.
La NASpI della colf è cumulabile con un altro rapporto di lavoro?
Sì, entro le soglie di cumulo: con un rapporto domestico (o altro subordinato) rimasto attivo si perde un solo contratto, la NASpI spetta se il reddito annuo presunto del rapporto rimasto è fino a 8.145 €, con riduzione dell’80% del reddito mensile da lavoro; il calcolo considera solo la parte di retribuzione perduta. Con redditi da lavoro autonomo il limite è di 4.800 € annui.
Fonti ufficiali
- D.Lgs. 22/2015 (NASpI) e disposizioni sui lavoratori domestici — requisiti, durata e misura dell’indennità
- INPS — FAQ NASpI (aggiornate luglio 2025): soglie di compatibilità con i redditi (8.145 € subordinato, 4.800 € autonomo, 5.000 € occasionale) e comunicazione del reddito presunto
- INPS — circolare n. 4 del 28 gennaio 2026: soglia 1.456,72 € e massimale 1.584,70 €
- L. 207/2024 (legge di bilancio 2025) — requisito delle 13 settimane tra le due cessazioni
- CCNL Lavoro Domestico 2023–2026 — orari contrattuali fino a 54 ore e retribuzione oraria di riferimento
- Documenti e link delle fonti citate: pagina fonti e stato di verifica
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